Luzzara. Un paese, una metafora

Gasthaus inaugura la propria attività rendendo omaggio a una pietra miliare nella storia della fotografia italiana. 

Luzzara è un comune della Bassa emiliana divenuto celebre grazie a “Un Paese” di Paul Strand e Cesare Zavattini, primo vero esempio di libro fotografico italiano pubblicato nel 1955. A partire dalla metà degli anni Settanta con Gianni Berengo Gardin, altri grandi fotografi (Luigi Ghirri, Stephen Shore, Olivo Barbieri tra i più noti) torneranno a Luzzara per ritrarre l’identità e i mutamenti della sua gente costruendo il mito di un luogo, un paese, di fatto ormai metafora stessa dell’identità fotografica di un’intera nazione. Con questo progetto, il Collettivo Gasthaus intende rendere omaggio a questa straordinaria storia. Sei autori, sei differenti visioni di Luzzara fotografata in un unico giorno. Sei differenti narrazioni che portano tutte ad un pensiero comune: di Luzzara ce ne sono tante quanti sono gli occhi che la osservano.

L’intero corpo fotografico del progetto è stato realizzato in un solo giorno, sabato 15 settembre 2018. Ciascun autore affronta in maniera indipendente la propria visione di Luzzara. 

Per Alessandro Angeli Luzzara si mostra nelle persiane aperte e nella bicicletta appoggiata al muro del negozio. Nei colori delle case, nei portici i cui filtra un raggio di sole e in visioni dal dettaglio molto stretto, dove a fatica spunta un angolo di cielo. Le persone ci sono, le percepisci, ma sono invisibili a questo sguardo. Immagini che sono un volo leggero, sopra le vite di quelli che sono partiti e di quelli che sono rimasti. Davanti ai muri e alle facciate mute la vita scorre. La Luzzara di ieri e quella di oggi si incontrano, senza vedersi.Luzzara si mostra nelle persiane aperte e nella bicicletta appoggiata al muro del negozio. Nei colori delle case, nei portici i cui filtra un raggio di sole e in visioni dal dettaglio molto stretto, dove a fatica spunta un angolo di cielo. Le persone ci sono, le percepisci, ma sono invisibili a questo sguardo. Immagini che sono un volo leggero, sopra le vite di quelli che sono partiti e di quelli che sono rimasti. Davanti ai muri e alle facciate mute la vita scorre. La Luzzara di ieri e quella di oggi si incontrano, senza vedersi.

Alessandro Angeli

Camminando tra le vie di Luzzara, Cristian Gelpi immagina le scene riprese da Paul Strand e le fa proprie in questa assenza-presenza dove il significato più grande è ciò che non si vede. Cristian crede che fermarsi a vedere possa ricondurlo a quel tempo e donargli le stesse sensazioni. Così vaga alla ricerca dei dettagli e di quelle atmosfere che ora come allora risultano immutate nonostante il tempo scorra. 

Cristian Gelpi

Battista Giupponi ama fotografare d’istinto, lasciandosi guidare dallo spirito che prende corpo dentro di sé quando scatta immagini. Non conosce Luzzara, la sua storia e i suoi molteplici collegamenti con il mondo della fotografia. Ignora persino dove sia collocata geograficamente. È l’invito al progetto nato nel collettivo a interessarlo e a stimolare curiosità e partecipazione. Decide così di raggiungere Luzzara a mente spoglia, senza una preparazione sulla storia che i fotografi hanno segnato nel corso degli anni. Non vuole vederne il lavoro, preferisce evitare di rimanerne coinvolto per poi finire col diventarne la brutta copia. Da solo, in mezzo a strade che immagina perdute in un lontano tempo sbiadito e ritrova al contrario trafficate di mezzi, colme di gente e piene di colore, Battista incontra e conosce la propria Luzzara in verticale.

Battista Giupponi

La chiesa parrocchiale, il teatro sociale, il famoso Caffè ai Portici, la scuola Giovanni Pascoli, strutture industriali, abitazioni private. Nelle facciate degli edifici fotografati da Mirko Lamonaca con una Fuji istantanea, al contrario dell’immediatezza dello sviluppo, Luzzara appare sospesa in una condizione atemporale. Indisturbata in un immobile torpore, quasi un sonno pomeridiano in cui le strade, svuotate, attendono il ritorno di chi, dietro le finestre, vive, lavora, riposa o semplicemente si nasconde.

Mirko Lamonaca

Un Paese dove ritrovare la misura dell’uomo, dove l’uomo può abitare, vivere e spostarsi mantenendo una relazione naturale con lo spazio. Le strade possono accogliere bambini che giocano, gli archi avvolgono i passanti come se volessero offrire protezione. I luoghi, anche quelli privi di persone, danno una sensazione di intimo e vissuto. Per Fabrizio Maestroni fotografare in un paese come Luzzara è diverso dal farlo in una grande città, dove vigono l’anonimato e il non-luogo. Qui, l’incontro con una persona lungo una via o sotto un portico equivale a un rapporto individuale, come se ci si trovasse a tu per tu in una stanza assieme ad uno sconosciuto: un’esperienza più viva e significativa. 

Fabrizio Maestroni

Luzzara è un paese. Un Paese come tanti, forse, ma allo stesso tempo profondamente differente: al suo interno possiede una storia e un vissuto che vengono da lontano. Tutto si muove e accade in assoluta normalità, eppure nel camminare per le strade, nello sguardo della gente, si sente una tacita presenza, una forza. La si percepisce radicata, viva, riverente, ma mai esplosiva. È come se Luzzara fosse, per natura stessa, la composizione di molteplici Luzzara. Cercando di cogliere in parte questa molteplicità, Sara Piovanotto posa lo sguardo sugli esterni, sulle piazze, le vie, le facciate anche decorate da immagini. Coglie una Luzzara che si mostra e si rende a lei visibile. Nello stesso tempo, però, Sara ne indaga l’interno, le viscere, quella che forse, al di là di un vetro, è anima di un’altra Luzzara; quella che non è immediatamente alla portata, quella che raccoglie movimenti e vite. Sara utilizza il vetro o più vetri in relazione tra loro, per entrare in questa Luzzara o per rimanerne fuori, modificando un fuori, come se fosse visto da un dentro. Giocando in questo modo un gioco di connessioni e relazioni tra le molteplici Luzzara.

Sara Piovanotto

Il libro è corredato di un testo introduttivo e di un dialogo a più voci con Angela Secchi, protagonista di una delle immagini più emblematiche realizzate da Paul Strand a Luzzara, e Simone Terzi, responsabile della Fondazione Un Paese di Luzzara. 

Luzzara. Un paese, una metafora

  • Copertina flessibile: 142 pagine
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 1794037241
  • ISBN-13: 978-1794037243
  • Disponibile su Amazon
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